Hamas non rispetta gli accordi e ammazza palestinesi: fingiamo stupore

Le tensioni nella Striscia di Gaza restano elevate dopo l’accordo di cessate il fuoco mediato a inizio mese.

Hamas ha dichiarato di aver restituito la totalità dei prigionieri vivi ancora in suo possesso e di aver consegnato tutti i corpi recuperabili, sottolineando le grandi difficoltà tecniche e logistiche nel recupero dei resti in una zona fortemente danneggiata dai combattimenti.

Israele, tuttavia, non ha accettato compromessi sulla restituzione di tutti i corpi, ribadendo la necessità di rispettare tempi e modalità concordate.

Fonti israeliani e statunitensi confermano che Hamas ha già la possibilità di restituire quasi tutti i corpi, ma non lo vuole fare per mantenere una leva sugli accordi futuri.

In caso di mancato adempimento, il presidente USA ha avvertito che è solo la sua volontà ad aver fermato gli israeliani dal continuare la guerra contro Hamas.

Le conseguenze

Israele ha minacciato di avviare nuove azioni militari su Gaza con l’obiettivo di infliggere una “sconfitta totale” a Hamas e modificare radicalmente gli equilibri regionali.

Allo stesso tempo, la quantità di aiuti umanitari autorizzati a entrare a Gaza è stata ridotta, aggravando una crisi umanitaria già drammatica, e aumentando la pressione sulla popolazione civile.

Le tensioni crescenti mettono a serio rischio la fragile tregua e lasciano intravedere la possibilità concreta di un ritorno agli scontri aperti.

Hamas, dal canto suo, sembra tentare di rafforzare il proprio ruolo negoziale attraverso la gestione degli ostaggi e manovre diplomatiche.

Fonti autorevoli come Reuters, BBC, Al Jazeera, e The New York Times confermano queste dinamiche, evidenziando come il futuro del cessate il fuoco dipenda ora dalla capacità delle parti di mantenere gli impegni presi e di lavorare per una pace duratura.

Hamas contro il clan Doghmush

Come già riportato, Hamas ha avviato una dura repressione contro il potente clan Doghmush a Gaza, con esecuzioni pubbliche di membri accusati di collaborazione con Israele o di attività criminali.

Il 13 ottobre almeno otto membri del clan sono stati giustiziati davanti a una folla, secondo video verificati dalla BBC.

Hamas ha inoltre richiamato circa 7.000 combattenti per una campagna mirata a “ripulire” Gaza dai rivali e consolidare il proprio controllo.

Il clan Doghmush, tra i più armati e influenti della Striscia, è stato coinvolto in violenti scontri con Hamas negli ultimi giorni. Scontri che hanno causato almeno 27 morti.

Questa ondata di violenza si inserisce in una più ampia lotta di potere interna volta a contrastare altri clan e milizie rivali, alcuni dei quali accusati da Hamas stessa di collaborare con Israele.

Il ministero dell’Interno di Hamas ha dichiarato di voler ristabilire l’ordine reprimendo severamente chiunque minacci la stabilità, con avvertimenti espliciti ai clan rivali.

Testimonianze di sparatorie, arresti e incursioni confermano una crescente escalation di violenza interna nella Striscia di Gaza.

Hamas uccide donne e bambini

Fonti internazionali confermano che, nel quartiere di Shuja’iyya a Gaza, Hamas ha ucciso la moglie e due figli minorenni di un uomo sospettato di aver fondato gruppi armati con legami alla Autorità Nazionale Palestinese.

(L’Autorità Nazionale Palestinese è quella che governa la cosiddetta “Cisgiordania” – quella di Abū Māzen, per capirci.)

L’episodio, riportato da Times of Israel e Al Jazeera, è avvenuto martedì scorso: un razzo RPG lanciato da miliziani di Hamas ha colpito l’abitazione della famiglia Abu Ajwa, causando la morte di Olfat Abu Ajwa e dei suoi figli: Zaid e Youssef.

Il silenzio delle piazze

In estrema sintesi, Hamas non rispetta gli accordi, ammazza i palestinesi che dice di voler proteggere dai cattivi israeliani, e in tutto ciò noi dovremmo fingere stupore.

Le piazze occidentali di volenterosi difensori del popolo palestinese tacciono. Se a uccidere i palestinesi è Hamas, questo non causa scioperi, flottiglie, o proteste.

Per usare un ossimoro già troppo abusato: un silenzio rumoroso. Un silenzio che urla una frase ricorrente negli ultimi mesi: no jews, no news.

Una risposta a “Hamas non rispetta gli accordi e ammazza palestinesi: fingiamo stupore”

  1. […] D’altra parte, la speranza che la tregua regga è sulle spalle di un’organizzazione che governa la striscia da quasi vent’anni, e che – pur di non cedere il potere – ammazza i suoi compatrioti. […]

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