La flottilla usata dai bot russi

La propaganda russa ha trovato nella Global Sumud Flotilla un’occasione imperdibile per il suo hobby preferito: seminare zizzania in Occidente.

Se c’è una cosa che attita i bot del Cremlino sono proprio le notizie cariche di emotività – e il conflitto a Gaza è in cima alla lista.

Nel rilanciare notizie fasulle e tendenziose sulla flottiglia, questi bot siano riusciti a trasformare una missione umanitaria nel nuovo torneo di disinformazione internazionale.

Come funziona il circo della disinformazione

Non sono mancati i fotomontaggi spacciati per prove inconfutabili dell’esistenza della flotta, né storie di attivisti italiani che abbandonano la nave come in una versione estiva del Titanic. Accuse creative, come il presunto invio di armi ad Hamas, sono sbucate come funghi da account che fanno da eco al pensiero di Mosca. Il bello è che la folla online, come diceva Gustave Le Bon (in Psicologia delle folle) “preferisce deificare l’errore” piuttosto che confrontarsi con la realtà – una vera e propria religione del falso, ma virale.

Gaza, il tema che divide e conquista

La crisi tra Israele e Palestina funziona da sempre. Il bersaglio sono le democrazie occidentali, che si ritrovano a discutere più di immagini AI farlocche che di fatti concreti. Il risultato è una discussione pubblica che assomiglia molto a una chat di gruppo in cui nessuno legge il messaggio originale, ma tutti litigano comunque. D’altronde, come ricorda Le Bon: “La folla è un gregge che non può fare a meno di un padrone” – e in questa partita, il ruolo del padrone lo vuole fare Putin.

La flottilla mediatica utile alla Russia dimostra che la propaganda sarà il campo di battaglia per le democrazie in questa terza guerra mondiale. Gli algoritmi e le folle funzionano esattamente come diceva Le Bon: basta che qualcuno sappia illuderle. E chi prova a “disilludere” si ritrova schiacciato dalla stessa folla che, indispettita, preferisce guardare altrove e adorare l’errore.

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