Elezioni in Cile, vince la destra

Le ultime elezioni in Cile hanno segnato una svolta.

Il centrodestra ha conquistato la maggioranza nel nuovo Parlamento e ora la destra si candida seriamente a guidare il governo, per la prima volta dai tempi della dittatura di Pinochet.

I risultati delle elezioni

Il 16 novembre i cittadini cileni hanno votato per rinnovare il Parlamento.

La coalizione di centrodestra, guidata dal Partido Republicano di José Antonio Kast, ha ottenuto la maggioranza sia alla Camera che al Senato. Su 155 seggi alla Camera, 76 sono andati al centrodestra. Al Senato 25 seggi su 50 sono stati vinti dagli esponenti di area conservatrice.​

Quasi il 70% degli elettori ha scelto candidati di centrodestra, destra e estrema destra al primo turno delle presidenziali, lasciando solo circa un terzo delle preferenze al campo progressista.

Questo dato fotografa un netto spostamento dell’elettorato rispetto alle tendenze che, fino a pochi anni fa, vedevano il Cile sempre vicino a governi progressisti.​

Il duello per la presidenza

I cittadini cileni, oltre che per il parlamento, hanno votato anche per il nuovo presidente.

Jeannette Jara, rappresentante della sinistra (Partito comunista e coalizione governativa) ha ottenuto circa il 27% dei voti, mentre il già citato José Antonio Kast, leader della destra radicale, ne ha ricevuti circa il 24%.

Il 14 dicembre si terrà il ballottaggio tra i due, ed è evidente che Kast, pur partendo da quella che sembra una posizione di svantaggio, in teoria può contare sulla somma delle forze di centrodestra che hanno conquistato il Parlamento.​

Jara, ex ministra del Lavoro, ha fatto una campagna elettorale tutta in difesa cercando di smarcarsi dalle politiche molto contestate del presidente uscente Boric.

Jara promette più interventi sociali, taglio delle disuguaglianze, lotta alla criminalità e difesa dei diritti delle donne e dei lavoratori.​

Kast, avvocato ed ex parlamentare, è noto per le sue posizioni ultraconservatrici.

Propone un giro di vite su immigrazione e sicurezza, espulsioni di massa di migranti irregolari e nuovi muri alle frontiere, carcere duro per chi commette reati, riduzione delle tasse e forti tagli alla spesa pubblica.

Si ispira ai modelli repressivi in materia di sicurezza già visti in altri paesi dell’America Latina ed è vicino alle posizioni di Donald Trump e del leader brasiliano Jair Bolsonaro.​

Perché la destra avanza?

Temi come il crimine e la sicurezza sono diventati centrali, dal 2022 la criminalità è aumentata e molti cileni sentono che lo Stato non è in grado di proteggere i cittadini.​

Inoltre, la crisi economica e il calo di fiducia nei confronti della sinistra al governo hanno favorito un ritorno alle proposte “law and order” della destra.

Il programma di Kast, basato su sicurezza e crescita economica, intercetta la rabbia di chi teme di perdere il proprio status sociale e guarda con sospetto alle riforme progressiste.​

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