L’Italia unica nell’Eurozona con rendimenti in calo nel 2025: buone notizie

Nel 2025 l’Italia è l’unico grande Paese dell’Eurozona ad aver visto scendere in valore assoluto il rendimento dei titoli decennali.

Il BTP a 10 anni è intorno al 3,38% a fine ottobre, in calo rispetto a un anno prima. In controtendenza rispetto al generale aumento dei partner europei.

Contestualmente lo spread BTP‑Bund si è compresso verso i 70‑80 punti base, segnalando un miglioramento del premio per il rischio sovrano italiano.​

La domanda estera è tornata protagonista, la quota di debito in mano ai non residenti è risalita intorno a 30‑34% nel 2025, in crescita rispetto ai minimi post‑pandemia.​

Perché i rendimenti sono scesi

Nel corso del 2025, la situazione macroeconomica italiana è stata caratterizzata da una crescita debole e da un rallentamento dell’inflazione, che si è mantenuta fra l’1 e il 2%.

Questi fattori hanno abbassato la pressione sui rendimenti dei titoli di Stato italiani, favorendo livelli più bassi sul BTP decennale. In questo contesto, la Banca Centrale Europea ha scelto di mantenere invariati i tassi d’interesse nelle ultime riunioni, mentre la Federal Reserve ha iniziato a tagliare gradualmente i propri tassi. La combinazione di queste scelte ha sostenuto l’intero settore dei titoli governativi europei, offrendo un beneficio aggiuntivo proprio all’Italia.

Oltre ai movimenti derivanti da politiche monetarie e inflazione, anche la domanda in crescita durante le aste e sul mercato secondario ha giocato un ruolo decisivo. Il Ministero dell’Economia e delle Finanze è riuscito a collocare nuovi titoli decennali a rendimenti minimi da fine 2024, segno di una forte partecipazione degli investitori.

Tutto ciò rappresenta un segnale positivo per il Paese non solo nell’immediato, grazie a minori costi di finanziamento per lo Stato, ma anche nel lungo termine.

Rendimenti più bassi sui nuovi titoli aiutano a contenere la spesa per interessi. A questo si aggiunge una rinnovata credibilità di mercato.

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