Retata in Lettonia. Fabbrica di 49 milioni di account falsi smantellata

Il 10 ottobre le autorità lettoni, con il supporto di Europol, hanno eseguito un’importante operazione contro una vasta rete di criminalità informatica, smantellando una bot farm che aveva creato oltre 49 milioni di account falsi.

L’operazione

La rete criminale, gestita da sette persone di nazionalità lettone, utilizzava oltre 1.200 dispositivi chiamati SIM box contenenti circa 40.000 SIM attive al momento del sequestro.

La fabbrica di bot (bot farm, letteralmente fattoria di bot) forniva numeri di telefono temporanei per aggirare sistemi di autenticazione, facilitando la creazione automatica di account fasulli su varie piattaforme digitali, dai social media ai servizi di criptovalute.

Secondo Europol, questa infrastruttura ha permesso di compiere almeno 3.200 episodi di frode informatica tra Austria, Estonia e Lettonia, con un danno economico stimato in milioni di euro. I crimini commessi includevano phishing, estorsione, traffico di migranti, e diffusione di materiale pedopornografico.

Oltre agli arresti, sono stati sequestrati sei server, dispositivi dedicati, e ingenti somme di denaro in conti bancari e criptovalute. L’operazione dimostra la sofisticazione crescente di network criminali che operano in Europa offrendo infrastrutture che rendono possibile una vasta gamma di attività criminali su scala industriale.

Guerra ibrida

Il caso della bot farm lettone solleva questioni importanti sul ruolo che queste strutture possono avere nell’ambito della guerra ibrida. Bot farm e troll farm sono strumenti distinti ma interconnessi, le prime generano masse di account falsi, mentre le seconde li utilizzano per influenzare opinioni pubbliche, manipolare elezioni e seminare divisioni sociali.

Un caso emblematico è l’interferenza russa nelle elezioni presidenziali rumene del 2024, in cui TikTok ha rimosso decine di migliaia di account falsi che avevano contribuito a creare un consenso artificiale a favore del candidato filorusso Călin Georgescu. Secondo vari rapporti internazionali, si trattava di un’operazione di influenza sotto copertura, sostenuta probabilmente da risorse russe, che ha profondamente compromesso la legittimità del voto.

La strategia russa si basa sull’integrazione di bot farm nella propria guerra di propaganda digitale, riuscendo a diffondere velocemente narrazioni divisive e disinformazione tramite tecnologie di intelligenza artificiale.

La necessità di una risposta coordinata

Considerate le enormi dimensioni e la rapidità con cui operano queste bot farm, è urgente trattare tali strutture come armi di guerra digitale.

La prassi deve includere la localizzazione, la chiusura, l’arresto dei responsabili e il sequestro delle infrastrutture. Solo attraverso una collaborazione internazionale efficace si potrà arginare l’offensiva dei network criminali digitali e contrastare le operazioni di guerra ibrida che minacciano la democrazia.

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