Gli USA contro i produttori di farmaci, si alzano i prezzi in Europa

L’amministrazione Trump ha avviato una nuova indagine sulle pratiche di determinazione dei prezzi dei farmaci a livello globale.

L’inchiesta sarà condotta sotto la Sezione 301 del Trade Act del 1974, e prenderà di mira i partner commerciali degli Stati Uniti

Il Trade Act è un meccanismo legale precedentemente utilizzato per giustificare dazi e azioni commerciali contro sistemi di prezzi esteri considerati ingiusti.

Questa mossa fa parte di una strategia più ampia della Casa Bianca per mettere pressione sia sui governi stranieri sia sulle multinazionali farmaceutiche affinché uniformino i prezzi globali dei medicinali.

Attualmente, i pazienti statunitensi pagano in media quasi tre volte di più per i farmaci con prescrizione rispetto ad altri paesi sviluppati.

Il team di Trump sostiene che le nazioni che beneficiano di costi farmaceutici inferiori di fatto approfittano della spesa americana, poiché i consumatori degli Stati Uniti sovvenzionano l’innovazione farmaceutica globale.

L’indagine segue una serie di passi aggressivi presi nei mesi scorsi.

Il mese scorso Trump aveva minacciato di imporre un dazio del 100% sui farmaci importati (di marca o brevettati), a meno che le aziende farmaceutiche non spostassero la produzione negli Stati Uniti.

Ancora prima, a gennaio, aveva inviato lettere ai dirigenti di 17 grandi aziende farmaceutiche chiedendo loro di allineare i prezzi negli Stati Uniti a quelli internazionali.

Sono già stati raggiunti accordi con Pfizer e AstraZeneca, che prevedono l’esenzione dai dazi in cambio di impegni a ridurre i prezzi negli USA e ad espandere la produzione interna.

Gli analisti vedono questa nuova indagine come un possibile elemento di escalation nelle tensioni commerciali con l’Asia, dove i governi mantengono controlli rigorosi sui prezzi dei farmaci.

In particolare, la Cina produce la stragrande maggioranza dei principi attivi dei farmaci. Un po’ per il basso costo di produzione, ma soprattutto per la legislazione ambientale decisamente più permissiva rispetto al Nord America o (figurarsi!) all’Europa.

Secondo un recente rapporto di Le Monde, le aziende farmaceutiche potrebbero rispondere aumentando i prezzi dei medicinali in Europa per compensare la pressione politica americana.

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