Documenti trapelati nelle ultime ore indicano che la Russia starebbe aiutando la Cina a preparare un’invasione di Taiwan, mentre le tensioni verbali tra Pechino e Taipei aumentano.
Parallelamente, Cina e Malesia conducono esercitazioni militari congiunte, rafforzando la presenza cinese nel Sud-est asiatico.
Russia e Cina: una cooperazione militare in ascesa
Secondo documenti segreti diffusi da fonti internazionali, la Russia fornisce alla Cina tecnologia militare, armamenti, e addestramento per preparare un possibile attacco contro Taiwan entro il 2027.
In particolare, Mosca sta equipaggiando e formando unità speciali cinesi con capacità anfibia e aerea. Questa collaborazione rafforza significativamente la potenza cinese nella regione e rappresenta un chiaro segnale geopolitico dell’asse russo-cinese in un momento di attriti globali crescenti.
La presidente di Taiwan, Lai Ching-te, ha suscitato la reazione rabbiosa della Cina dopo aver lodato pubblicamente Donald Trump e auspicato che l’ex presidente americano possa dissuadere Xi Jinping dall’uso della forza militare contro l’isola.
Pechino ha risposto con accuse dure, definendo Lai una “prostituta” dei governi stranieri, espressioni che sottolineano i rapporti tesissimi tra Taiwan e il regime cinese.
Contemporaneamente, Cina e Malesia hanno avviato esercitazioni militari congiunte denominate “Peace and Friendship-2025”, orientate alle operazioni di soccorso, lotta alla pirateria, e alla sicurezza marittima. Questa cooperazione strategica con un paese chiave del Sud-est asiatico segnala la volontà di Pechino di consolidare la propria leadership regionale attraverso accordi multilaterali e presenza militare soft power.
Obiettivi strategici comuni: contenere gli Stati Uniti
Gli obiettivi condivisi tra Russia e Cina nel Pacifico sono chiari: contenere l’influenza americana, creare un ordine geopolitico alternativo, e sviluppare capacità militari congiunte per operazioni complesse.
Un’alleanza che investe sia nella preparazione di azioni militari dirette – come l’eventuale invasione di Taiwan – sia nella dimostrazione di forza attraverso esercitazioni navali e pattugliamenti congiunti, combinando le capacità numeriche cinesi con l’esperienza russa in campo sottomarino.
Gli Stati Uniti stanno monitorando attentamente questa evoluzione e probabilmente aumenteranno il loro impegno militare e diplomatico nell’Indo-Pacifico, rafforzando le alleanze con Giappone, Australia, e altri partner regionali.
Le opzioni a disposizione di Washington comprendono l’intervento militare diretto, l’impiego di deterrenza nucleare, e cyberattacchi. Oltre alle pressioni diplomatiche per disincentivare Pechino dall’attuare il suo progetto.
Rischi significativi per Taiwan
Se confermata l’assistenza militare russa alla Cina, Taiwan si troverebbe ad affrontare una minaccia più concreta e tecnologicamente avanzata.
L’equipaggiamento russo-cinese aumenterebbe la capacità d’invasione rapida e la superiorità aerea, ponendo a grave rischio la sicurezza dell’isola. Inoltre, un conflitto nel Pacifico occidentale potrebbe mettere in pericolo le linee marittime di comunicazione, essenziali per il commercio globale e per l’approvvigionamento energetico sia di Taiwan che dei Paesi vicini.
Il ruolo di ASEAN e Malesia
La ASEAN (Association of South East Asian Nations, un’organizzazione multilaterale di cui fanno parte dieci Paesi con lo scopo di promuovere la cooperazione economica, politica, e di sicurezza tra i membri) con Malesia come presidente di turno, tenta di mediare e mantenere un equilibrio delicato.
L’organizzazione vuole evitare il confronto aperto tra grandi potenze, promuovendo la cooperazione regionale e la stabilità. Tuttavia, le divisioni interne e le diverse alleanze dei membri potrebbero indebolire l’unità dell’ASEAN di fronte all’assertività cinese.
Capacità navali e sfide logistiche
Le forze navali congiunte di Cina e Russia stanno crescendo in efficienza: esercitazioni congiunte mostrano la complementarità tra la flotta cinese numerosa e tecnologicamente avanzata e l’esperienza russa, specialmente in campo sottomarino. Permangono però sfide logistiche significative, dovute alle grandi distanze e alle limitate infrastrutture, che potrebbero limitare operazioni prolungate o complesse.
Opzioni difensive pratiche per Taiwan
Taiwan potrebbe reagire potenziando la propria difesa asimmetrica: dispiegare missili costieri e anti-nave mobili, incrementare difese aeree e sistemi antimissilistici per proteggere infrastrutture chiave, potenziare cyber-difesa e guerra elettronica per disturbare le operazioni nemiche, e preparare la popolazione civile con sistemi di allerta e difesa civile.
Queste misure mirano a rendere qualsiasi invasione molto costosa e difficile da realizzare in tempi rapidi.
Taiwan, insomma, non ha speranze di fermare una potenziale invasione di terra, ma la potrebbe rendere estremamente costosa in termini di denaro e vite umane. Giusto quel che serve per rallentare il desiderio imperialista della Repubblica Popolare

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