L’autunno di riforme in Germania

La Germania si prepara a vivere un autunno carico di riforme anche sul fronte del mercato del lavoro.

Il Cancelliere Friedrich Merz lo ha definito appunto “un autunno delle riforme”: l’obiettivo del governo è quello di rilanciare l’economia e modernizzare lo stato sociale. Sì perché la locomotiva tedesca ha rallentato, e tanto: nel 2025 la crescita annuale del Prodotto Interno Lordo è dello 0,2%, peggio del PIL stimato per l’Italia, per capirci. In aggiunta anche il mercato del lavoro è stagnante, ad agosto si sono registrati circa 3 milioni di disoccupati.

Taglio dipendenti pubblici, digitalizzazione, immigrazione

Il governo ha approvato un pacchetto di riforme per ridurre la burocrazia, snellire l’amministrazione, e rafforzare la digitalizzazione, puntando a risparmiare 16 miliardi di euro entro il 2029 attraverso un taglio del personale pubblico del 8%, cioè circa quattrocentomila persone.

Tra le misure, l’introduzione dell’obbligo di fatturazione elettronica e contratti di lavoro digitali per le aziende, nonché investimenti per oltre 115 miliardi di euro in infrastrutture, istruzione e digitalizzazione.

È prevista anche la creazione della “Work-and-stay-Agentur”, un’agenzia digitale per facilitare l’ingresso di lavoratori stranieri qualificati, centralizzando le procedure per visti e riconoscimento dei diplomi.

Riforme del mercato del lavoro e del welfare

Una delle riforme più significative riguarda la riorganizzazione del sistema sociale, con l’accorpamento del Bürgergeld (reddito di cittadinanza), del Wohngeld (sussidio abitativo) e del Kinderzuschlag (integrazione all’assegno familiare), accompagnato da maggiori incentivi per l’ingresso nel mercato del lavoro – o, meglio, maggiori disincentivi per chi rifiuta un lavoro che gli viene proposto.

Nonostante le pressioni dell’opinione pubblica, gli importi del reddito di cittadinanza sono rimasti invariati nel 2025 rispetto al 2024. Parallelamente, il governo sta valutando una riforma più profonda della previdenza sociale e dell’assicurazione sanitaria, con l’introduzione dell’obbligo della cartella clinica elettronica per ridurre la burocrazia.

A partire dal 1° gennaio 2025, il salario minimo orario è aumentato a 12,82 euro, in crescita dai 12,41 euro del 2024, con ulteriori aumenti previsti fino a 14,60 euro entro il 2027.

L’efficacia delle riforme in corso sarà cruciale per evitare una nuova stagnazione e rilanciare il ruolo della Germania come motore dell’economia europea.

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