Riunione del G7 e Ucraina

Il G7 si è riunito a Niagara-on-the-Lake, Canada, ieri e martedì con l’obiettivo principale di affrontare la guerra in Ucraina e discutere il supporto continuo a Kyiv durante i mesi invernali, che si prevede essere particolarmente difficili.​

Dichiarazione congiunta

I ministri degli Esteri del G7 hanno confermato nel loro comunicato congiunto l’impegno incondizionato nel difendere l’integrità territoriale dell’Ucraina e la sua libertà, sovranità, e indipendenza.

La dichiarazione ribadisce che un cessate il fuoco immediato è urgentemente necessario, con la linea di combattimento attuale come punto di partenza per i negoziati.

I ministri hanno sottolineato che i confini internazionali non possono essere modificati con la forza.​

Il G7 ha dichiarato che sta pensando a misure contro i paesi e le entità che finanziano lo sforzo bellico russo. Inoltre, il blocco ha condannato il sostegno militare fornito a Mosca da Corea del Nord e Iran, nonché la fornitura di armi e componenti a doppio uso dalla Cina, descritta come un “abilitatore decisivo” della guerra russa.​

Supporto per l’energia

Centrale per la riunione è stato il danno alle infrastrutture energetiche ucraine causato dai continui attacchi aerei russi.

Il Regno Unito ha annunciato 13 milioni di sterline di finanziamenti per aiutare le riparazioni nel settore energetico ucraino, portando il totale dell’impegno britannico per la sicurezza energetica ucraina a oltre 450 milioni di sterline.​

L’Italia, durante incontri paralleli con i ministri di Germania, Francia, UE, e Ucraina, ha confermato che l’assistenza si concentrerà su resilienza energetica e umanitaria, oltre che sulla difesa. L’Italia ha precedentemente allocato oltre cento milioni di euro, compresi sussidi e prestiti agevolati per la ricostruzione del sistema energetico e la protezione delle infrastrutture. È in corso la preparazione di un altro pacchetto di aiuti militari per l’Ucraina.​

Sanzioni

Il Canada ha annunciato nuove sanzioni contro la Russia, in particolare colpendo coloro aziende e persone coinvolte nello sviluppo e nel dispiegamento di droni.

Il Regno Unito ha annunciato l’introduzione di un divieto rivolto ai servizi marittimi per il gas naturale liquefatto (GNL) russo, un provvedimento che sarà applicato gradualmente nel 2026, in stretta coordinazione con i partner europei.

l divieto riguarda tutti quei servizi forniti dalle compagnie marittime britanniche, o dai loro partner europei, che permettono il trasporto, l’assicurazione, la copertura finanziaria e la gestione delle navi che trasportano GNL russo nei mercati internazionali. In pratica, le aziende registrate nel Regno Unito non potranno più agevolare il commercio internazionale di GNL proveniente dalla Russia.

Il G7 ha confermato di stare discutendo una gamma ampia di opzioni di finanziamento, incluso l’ulteriore sfruttamento coordinato delle risorse sovrane russe immobilizzate nelle loro giurisdizioni per supportare l’Ucraina.​

Negoziati

Il Ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha ha sottolineato che l’Ucraina avrà un “inverno molto difficile e duro” e ha esortato i partner ad aumentare la pressione sulla Russia per terminare il conflitto. Ha incontrato il Segretario di Stato americano Marco Rubio e ha elogiato gli sforzi di pace del Presidente Trump e le sanzioni energetiche molto efficaci imposte recentemente.​

Il comunicato congiunto del G7 riafferma che il G7 rimane “fermo nel lavorare con i partner per incoraggiare la Russia a perseguire la diplomazia e impegnarsi direttamente con l’Ucraina per una pace duratura e durevole”.​

Contesto militare

Mentre il G7 si riuniva, le forze russe continuavano a fare progressi militari, conquistando tre insediamenti nella regione meridionale di Zaporizhzhia e impegnandosi in battaglie difficili vicino alla città cruciale di Pokrovsk. Il comandante militare ucraino Oleksandr Syrskyi ha confermato che le unità ucraine stanno combattendo “battaglie logoranti” per respingere l’offensiva russa.​

Sul fronte interno, l’Ucraina affronta una crisi di corruzione nel settore energetico. Una vasta inchiesta durata 15 mesi ha scoperto un sistema di tangenti per circa 100 milioni di dollari, collegato soprattutto all’operatore statale dell’energia nucleare Energoatom.​

La corruzione

L’indagine, condotta ha rivelato una rete criminale di alto livello che controllava le scelte riguardanti le forniture e i contratti di Energoatom. In particolare, la rete percepiva tangenti di circa il 10-15% del valore di ogni contratto con fornitori esterni.​

Sono state effettuate decine di perquisizioni e diverse persone sono state arrestate o poste sotto accusa, fra cui un gruppo di funzionari pubblici e imprenditori sospettati di aver orchestrato questo sistema di corruzione.​

Dimissioni dei ministri

Di fronte a questa inchiesta e alle pressioni interne ed esterne, il Ministro dell’Energia Svitlana Grynchuk e il Ministro della Giustizia Herman Halushchenko hanno presentato le loro dimissioni su richiesta del Presidente Volodymyr Zelenskyj, che ha chiesto un cambio di leadership nel settore per garantire integrità e trasparenza.​​

Halushchenko era stato ministro dell’Energia fino al luglio ed era poi passato alla Giustizia, ma è stato sospeso e ora è indagato nell’inchiesta. Entrambi i ministri hanno negato di aver violato leggi.

Impatto

Il presidente Zelenskyj ha sottolineato l’importanza dell’integrità nel settore energetico e ha annunciato sanzioni contro figure chiave del sistema corruttivo, tra cui due uomini d’affari sospettati di essere al centro della rete.​

Questo scandalo mette in evidenza la persistente sfida della corruzione in Ucraina, nonostante i tentativi di riforma, e il bisogno urgente di trasparenza e vigilanza nel settore chiave dell’energia.

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