Legge di Bilancio: l’impatto zero sul PIL è una buona notizia

Negli ultimi giorni si è acceso un acceso dibattito intorno alla Legge di bilancio.

Le stime che indicano un impatto pari a zero sul PIL nazionale. Apriti cielo: è la prova che il governo non incide sull’economia del Paese, dicono, bisogna far di più (e con “far di più” spesso intendono spendere di più tassando di più). E invece.

E invece questo rappresenta in realtà un segnale positivo e un cambio di paradigma da comprendere a fondo per chi segue l’economia italiana.

Di cosa parliamo

Facciamo un passetto indietro, mi scuso con i numerosissimi lettori che hanno conseguito un PhD in Economia.

La Legge di bilancio è lo strumento con cui un governo stabilisce entrate e uscite pubbliche per l’anno successivo, condizionando direttamente la spesa pubblica e la fiscalità (le “tasse”).

L’impatto sul PIL misura quanto queste politiche possano stimolare o frenare la crescita economica nel breve termine (entro un anno o giù di lì).

Quando si parla di impatto pari a zero significa che le misure introdotte non dovrebbero modificare significativamente il tasso di crescita del Paese.

Perché è un bene?

Per anni si è guardato con speranza ai “bonus” e agli aumenti di spesa pubblica come principali leve per far decollare l’economia. (I miei fedelissimi lettori sanno che io le chiamo “mancette elettorali”).

Questa (lunghissima) strategia si è rivelata inefficace.

Negli ultimi 30 anni, nonostante la spesa pubblica abbia toccato livelli molto elevati (circa il 50% del PIL), l’Italia ha sperimentato uno dei tassi di crescita più bassi al mondo.

Questo dimostra che la crescita non può essere conquistata con la sola spesa pubblica.

Lo Stato non è un motore di crescita perpetuo: la crescita duratura nasce dalla produttività, dall’innovazione, dalla capacità di attrarre investimenti privati e di migliorare l’efficienza del sistema economico.

Cosa serve davvero?

Serve un cambiamento strutturale profondo.

La modernizzazione della pubblica amministrazione, la semplificazione normativa. Riforme efficaci in ricerca, formazione, e infrastrutture sono passaggi indispensabili.

Inoltre, occorre concentrare la spesa pubblica su investimenti efficaci, anziché aumentare i consumi o le spese correnti senza un ritorno reale.

Infine, garantire stabilità fiscale e sostenibilità del debito è cruciale per mantenere la fiducia dei mercati e liberare risorse a beneficio delle generazioni future.

Ripensare il modello di crescita

L’impatto zero della Legge di Bilancio sul PIL non è un fallimento, ma un segnale di maturità economica.

Indica un abbandono del vecchio mito secondo cui la crescita si genera esclusivamente con nuovi stimoli di spesa pubblica.

La sfida ora è puntare su politiche equilibrate, riforme strutturali, e investimenti mirati per costruire un’Italia più competitiva e sostenibile nel lungo periodo.

Rispondi

Scopri di più da Sette Dracme

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere