L’UE ci ripensa: frenata sulle auto elettriche

Tra giovedì e venerdì 23-24 ottobre si terrà a Bruxelles il vertice autunnale dei capi di Stato e governo dell’Unione europea, un appuntamento cruciale per definire il nuovo percorso delle politiche ambientali europee.

Nonostante le pressioni economiche e le critiche alle attuali strategie, l’UE conferma l’impegno verso i suoi ambiziosi obiettivi climatici, pur cercando una maggiore flessibilità nelle modalità di attuazione.

Flessibilità

La Commissione europea, guidata dalla presidente Ursula von der Leyen, ribadisce nel suo recente messaggio ai leader UE la necessità di percorrere la strada della transizione verde verso la neutralità climatica entro il 2050 e un’economia circolare fortemente integrata.

Tuttavia, Von der Leyen sottolinea che una grande economia come quella europea richiede pragmatismo, rapidità e flessibilità per mettere in equilibrio pressione ambientale e crescita economica.

Lo scenario attuale vede l’Unione intenzionata a mantenere l’obiettivo di ridurre del 90% le emissioni di gas serra entro il 2040 rispetto ai livelli del 1990, ma con la possibilità di compensare fino al 3% di queste riduzioni tramite progetti ambientali in paesi terzi.

Alcune fonti indicano poi un possibile ampliamento di tale flessibilità.

Il bando delle auto termiche

Nonostante le preoccupazioni di alcuni Stati membri, in particolare Germania e Italia, la messa al bando della vendita di nuove auto con motori termici è confermata al 2035.

L’Unione Europea ha infatti programmato un percorso rigido, che prevede dal 2035 la vendita esclusiva di veicoli a emissioni zero, con alcune eccezioni per carburanti sintetici e biocarburanti avanzati.

Per accompagnare questa transizione, la Commissione ha rilanciato l’idea di istituire una banca dedicata alla decarbonizzazione industriale: uno strumento finanziario fondamentale per sostenere investimenti e innovazione tecnologica verso un’economia a basso impatto ambientale.

L’Industrial Decarbonisation Bank potrebbe gestire risorse per oltre 100 miliardi di euro, focalizzandosi su progetti di rimozione della CO2 e innovazioni nella transizione verde.

Le tensioni

Il vertice di questa settimana giunge in un contesto di forte tensione tra Stati membri, con Polonia e Italia particolarmente preoccupate per il possibile impatto negativo delle politiche ambientali sul tessuto industriale locale.

Germania e Francia, invece, sembrano più allineate con le posizioni espresse da Von der Leyen in favore di semplificazioni normative e sostegno industriale, ma non mancano dubbi e resistenze su tempi e modi.

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